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Il popolo della Libertà: la mia vita, il Partito degli italiani

 di Marcello Lanotte - Consigliere Comunale PDL


Quando ho iniziato ad interessarmi di politica avevo 16 anni e frequentavo il Liceo Classico <<A.Casardi>>.
Incominciò tutto un pò per gioco e un pò per non uniformarmi al pensiero dominante che in quel periodo spadroneggiava tra noi giovani.
I motivi a fondamento di questo inspiegabile impegno politico, di questa marcata tensione ideale, vanno ricercati nella mia innata propensione a difendere ed a condividere un'esperienza con chi veniva aggredito ed isolato, ghettizzato negli anni '90 sarebbe una parola troppo grossa, solo perchè non voleva piegarsi al pensiero razzista ed arrogante di coloro che dicevano di avere il cuore a sinistra, non disprezzando, anzì vantandosi, di mantenere il portafogli a destra. Vale a dire: cattocomunisti, buonisti, benpensanti e radical chic…
L'impegno diventava ogni giorno più gravoso, ma non assumeva mai i caratteri della costrizione perché mi assaliva una spensierata ed irrazionale passione per tutto ciò che si riconosceva nei valori di patria, famiglia, identità, rispetto, persona, legalità, trasparenza, meritocrazia, sussidiarietà, carità e comunità.
E poi non potevo tollerare tutti quelli che ti guardavano ebetiti e ti dicevano:<<fratè siamo tutti uguali>>, ai quali puntualmente rispondevo: <<uguale a chi a te?Ma sarai pazzo….?!?!?!>>
Fu così che decisi di rompere le scatole a tutti spiegando che c'era un'alternativa al pensiero massificato ed omologato dell'ipocrisia cattocomunista.
In questo lungo ed entusiasmante percorso umano-politico ho incontrato persone importanti come Beppe Morciano,
Marco Lamanna, Riccardo Memeo, Claudio Novembre, Michele Il Grande, Mauro Lonigro, il compianto Corrado Cardone, Peppone Pierro, Oronzo Cilli e tanti altri...
E fu con loro che decidemmo di candidarci alla guida delle nostre scuole. Ci riuscimmo al secondo tentativo. Conquistammo il Liceo Classico di Barletta,io ed il mio fraterno amico
Riccardo Memeo!!! Non ci credeva nessuno, ma noi realizzammo quell'ardua impresa imponendoci all'attenzione in tutta la Provincia di Bari...poi a ruota Liceo scientifico, con Marco Telera, Industriale e via via tutto il resto…
Poi nel '99 morì Pinuccio Tatarella, colui che con lucida pazzia aveva immaginato una destra moderna, europea, cattolica e moderata alla quale sarebbe stato delegato il ruolo di costruire un'alternativa all'avanzata bolscevica verso il governo della Nazione.
Pinuccio, chiamato anche Ministro dell'armonia, era una persona umile, sempre disponibile, semplice, ma con una cultura inimmaginabile se ci si fermava alle apparenze. Proprio quell'uomo dallo sguardo severo, ma pronto a regalare a tutti un sorriso o un’idea vulcanica-rivoluzionaria, aveva per primo teorizzato un contenitore, un laboratorio politico-culturale che andasse oltre il Polo, un partito nuovo, quel Partito degli italiani, che oggi identificheremmo senza difficoltà alcuna nel neonato PdL.
A lui dobbiamo un sincero tributo uguale a quello che doverosamente va rivolto a Silvio Berlusconi.
A Tatarella dobbiamo ispirarci perché a noi spetta la sfida del futuro della Nazione.
Dobbiamo contrapporre la nostra cultura futurista ed allo stesso tempo conservatrice di valori e principi al nichilismo della sinistra travestita in PD, all'omologazione del 6 politico dobbiamo rispondere con l'orgoglio della meritocrazia, alla cultura dell'accoglienza dobbiamo reagire con la presunzione di governare l'integrazione, all'omologazione dobbiamo rispondere con l'orgoglio delle diversità, alla finta libertà con le nostre libertà, al loro miope ambientalismo con la modernità, al loro conservatorismo del potere per il potere con la voglia di mettersi continuamente in gioco, al loro pietismo con la carità cristiana, al loro odio con l'amore per
la nostra Terra.
Quest
o è il nostro ruolo, questa è la missione e la memoria di chi con audacia, perseveranza e pazzia ha imposto all'Italia intera, nella propria città, nella propria scuola un’idea nuova, alternativa, innovativa come il concetto del Partito degli italiani ed oggi del Popolo della libertà.
La strada è ancora tortuosa e gravata da insidie nascoste, come la brama del potere che può assalire chiunque, il rilassamento rispetto ad un’opposizione assente, ma la sfida è eccitante.
Questa è la nostra missione, il nostro ruolo, la nostra rivoluzione, la nostra dimostrazione di amore all'Italia, alle nostre donne, ai nostri uomini, alle nostre famiglie.
W il Popolo delle Libertà,W l'Italia. Il domani appartiene a noi!!!!





Pubblicato il 3/4/2009 alle 11.14 nella rubrica Diario.

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